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In questi anni siamo stati abituati a sentire i soliti nomi quando si parla di framework e librerie frontend, i soliti React, Angular, Vue e similari. E’ proprio dal creatore di uno di questi framework (Angular) che nasce Qwik.

Nato con l’obiettivo di mettere al primo posto le performance ed essere SEO friendly, così da sviluppare una web application che rispetti le core web vitals, ovvero le metriche introdotte da Google, atte a valutare la user experience di un sito web.

Come è possibile ottenere un sito performante e magari anche posizionato ai vertici della nostra ricerca google?

No… non tramite la magia nera, ma caricato il codice javascript solo quando è realmente necessario. Tutto ciò con una sintassi assoluta semplice e ormai conosciuta ai più ovvero JSX (o TSX), difatti è stato progettato per esser familiare agli sviluppatori React.

La peculiarità di Qwik è che riesce a caricare il js in modalità lazy ovvero solo quando ne abbiamo realmente bisogno, ma com’è possibile tutto ciò?
Nelle nostre single page application siamo stati abituati ad avere un unico bundle contenente tutto il nostro codice js, caricato al first loading della pagina. Qwik mediante l’istruzione “$”  impartisce l’ordine all’ottimizzatore sviluppato in Rust, di splittare in fase di build il nostro js in tanti piccoli chunk che verranno richiamati all’occorrenza, così da caricare solo html.

Ulteriore punto di forza è che anche le dipendenze verranno caricate solo quando verrà richiesto il codice js che le utilizza, finalmente possiamo utilizzare le dipendenze senza preoccuparci del loro impatto sul nostro applicativo. Tutto ciò si collega al concetto di Resumability attimamente illustrato nella docs ufficiale.

Come possiamo sfruttare qwik per rendere il nostro applicativo SEO friendly?

Gli sviluppatori di qwik non hanno tralasciato nulla, neanche la possibilità di effettuare del Server side rendering, introducendo qwik city, concettualmente simile al consueto e consolidato Next js per React. Ci consente di sfruttare le potenzialità di qwik aggiungendo un layers di astrazione che gestisce il routing della nostra App, di fatti non solo le pagine html ci verranno fornite alla bisogna dal nostro server ma anche le risorse JS, potremmo chiedere di meglio?

Siamo pronti per sviluppare applicazioni in Qwik?

In teoria sia, il framework è funzionante e ciò che promette lo fa davvero e si potrebbe dire anche bene, ma è production ready?
E’ il caso di dire NI, ufficialmente è stata rilasciato ormai da qualche mese, ma a giudicare dall’elevato numero di rilasci ravvicinati, possiamo dire che è ancora in fase di rodaggio.
Ho sviluppato da poco un applicazione in React devo sviluppare nuovamente tutto da zero?
No, Qwik da la possibilità con il minimo sforzo di integrare diversi servizi, tra cui anche componenti React (npm run qwik add react) .
Purtroppo non è tutto oro ciò che luccica perchè ogni componente vive di vita propria e non avrà alcuna possibilità di comunicare con gli altri componenti React oltre ad un altra serie di limitazioni.

Ti abbiamo convinto? Hai già dato invio al comando npm create qwik?

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